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L’attesa è terminata… “Nessuno ti chiama per nome” finalmente disponibile


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Sono passati un po’ di anni dal mio ultimo lavoro, ma ciò non significa che mi sono arenato, anzi. La scrittura è la mia seconda pelle, quella che mi fa respirare e osservare, quella che mi fa sognare. Quella che mi fa riflettere. Questa volta ho indossato gli abiti di un ragazzino, un quindicenne, Carmine, alle prese con una vicenda tanto misteriosa quanto intrigante perché è alla ricerca di Sashi, una coetanea che già dal nome svela un’identità che non ci appartiene secondo molti e che per questo motivo non merita nemmeno di essere nominata. Carmine e Sashi, due mondi, due realtà, un solo bisogno: divenire adulti in modo diverso da ciò che i grandi ritengono essere maturità. E’ questa la loro vera diversità.

“Carmine è un ragazzino intelligente e sensibile, diverso da tutti i suoi coetanei e dalla gran parte degli adulti di sua conoscenza. Mentre i compagni passano l’estate a scorrazzare in bici per le strade di Oria, lui ama disegnare, soprattutto volti, rendendoli migliori e “più veri” su carta. Quello dell’appuntato Carbone, per esempio, lo intriga al punto da piazzarsi ogni giorno nella caserma dei carabinieri con la scusa di una bicicletta rubata, per coglierne le innumerevoli sfumature. È lì che, una mattina, un uomo va a denunciare la scomparsa della figlia Sashi, trovandosi davanti l’aria di sufficienza del maresciallo Biase. Carmine segue l’istinto e, con lo scarso aiuto dell’italiano stentato di questo padre in lacrime, realizza un ritratto che viene affisso in paese. Ma a nessuno interessano davvero le sorti di una zingara. Solo a lui, che la prende tanto a cuore da portare avanti un’indagine in solitaria per ritrovarla, compiendo nel frattempo un percorso che lo allontana dai pregiudizi dei grandi e lo rende più simile all’uomo che vuole diventare.”

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Un abito nuovo per Hektor


Credo che l’animo di un personaggio come Hektor abbia solo iniziato a mostrarsi, perché vive di umanità, di sentimenti primordiali e non crede che tutto possa chiudersi in una favola a lieto fine. Vuol raccontare dell’amore, del significato delle parole che spesso pronunciamo senza un contenuto che esprima davvero qualcosa. Hektor vuol scendere nel profondo e sradicare la corteccia, come sempre vuol conoscere la verità.”

Anteprima di “Metà carne, Metà ricordo” II edizione in promo

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